Ginecomastia

Nell’uomo la ghiandola mammaria non si sviluppa alla pubertà come nella donna rimanendo, perciò, a livello di abbozzo rudimentale. In alcuni soggetti maschili, vuoi per squilibri ormonali, vuoi per cause sconosciute, può verificarsi una certa crescita ghiandolare con la formazione di mammelle di aspetto femminile. Tale condizione prende il nome di ginecomastia e non costituisce, di per sé, un problema per la salute. La ginecomastia comporta, invece, spesso, conseguenze psicologiche rilevanti.


L'intervento

L’intervento correttivo per la ginecomastia, eseguito in anestesia generale in regime di ricovero, consiste nella rimozione del tessuto ghiandolare ed adiposo in eccesso. Ciò viene eseguito con due tecniche diverse. Quando la ginecomastia è sostenuta prevalentemente da un eccesso di tessuto adiposo è possibile asportarlo mediante lipoaspirazione. Attraverso una incisione di circa 4 millimetri, nel solco mammario, si introduce una cannula sottile collegata ad un aspiratore e si rimuove quanto necessario da tutta la regione mammaria con movimenti “ a raggiera”. Quando, invece, la ginecomastia è costituita soprattutto da tessuto ghiandolare, che è molto più denso di quello adiposo e non è aspirabile mediante cannula, è necessario praticare una incisione di 4-5 cm. tra l’areola e la cute o nel solco sottomammario (se l’areola è troppo piccola), e rimuovere chirurgicamente a vista il tessuto in eccesso (mastectomia sottocutanea); quando è presente un grande eccesso cutaneo è necessario estendere le incisioni alla cute, esitando, di conseguenza, cicatrici più evidenti (periareolari, verticali, T rovesciata). In questo caso due piccoli tubi morbidi di drenaggio vengono inseriti nelle ferite al fine di raccogliere il sangue ed il siero che eventualmente potrebbero accumularsi. Tali drenaggi vengono asportati al momento della prima medicazione. Le suture, invece, verranno rimosse dopo circa dieci giorni. Le cicatrici lasciate dall'intervento per la correzione della ginecomastia, quantunque tendano a rendersi meno evidenti col tempo, sono permanenti.

Anestesia

L'intervento correttivo per la ginecomastia si può praticare in anestesia locale con sedazione, nei soggetti più ansiosi e nei casi più importanti si pratica in anestesia generale.

Postoperatorio

Il paziente potrà riprendere l’attività fisica 5-6 giorni dopo l’intervento correttivo per la ginecomastia(tenendo presente che per circa 10 giorni avrà dolore alla pressione sulle aree operate) e l’attività sportiva dopo 3-4 settimane, la guida dell’automobile dopo 10 giorni circa.

Complicanze

Le complicanze legate all’intervento correttivo per la ginecomastia sono rare, rappresentate da: infezione, sanguinamento prolungato, ematoma, anomalie della cicatrizzazione. Tali complicanze sono affrontabili senza eccessive difficoltà nella maggioranza dei casi.



Ginecomastia: vera o falsa?